da La Repubblica, Affari & Finanza, di Valerio Maccari
lunedì 22 febbraio 2010
“ Finora erano pane da marketing, adesso sono materiale da economisti. Parliamo dei web trend, i dati provenienti dai motori di ricerca che spiegano a chi è in grado di interpretarli, le parole più cercate dagli utenti. Il marketing li usa come supporto alle campagne e alle strategie per aumentare il traffico che un sito riceve dai motori di ricerca.
Adesso TrendSight, società di ricerca italiana fondata da giovani economisti specializzata nell’analisi dei fenomeni web, ha trovato il modo di elaborare i web trend per misurare fenomeni macroeconomici e sociali e per predire la loro ricaduta economica nel mondo reale.
«Il web – dice Corrado Pollastri, responsabile analisi di TrendSight – non è solo realtà virtuale, ma è un mezzo per soddisfare bisogni materiali o immateriali». Oggi si cerca sul web qualsiasi cosa: dal tormentone musicale ad un impiego. Una mole di ricerche impressionante per vastità ed eterogeneità (negli Usa nel solo gennaio sono stati cercati 7 miliardi di termini), e in cui ora è possibile trovare il bandolo della matassa.
Google permette di conoscere quali contenuti gli utenti richiedono e con quale intensità, ma i dati dei web trend da soli vogliono dire poco. Qui entrano in campo le tecniche statistiche elaborate da TrendSight, grazie alle quali i dati possono essere letti, interpretati e utilizzati per predire la ricaduta delle ricerche nel mondo reale.
La società di ricerca, in collaborazione con l’università di Tor Vergata, sviluppa modelli d’analisi applicati a fenomeni economici. «Possiamo applicare i nostri metodi di analisi economica alla previsione dei flussi turistici. Le analisi mostrano che la capacità di anticipazione degli indicatori basati sui webtrend è impressionante. Le stime sul turismo in Liguria, che abbiamo elaborato in collaborazione con il centro studi Liguria Ricerche, confermano la potenzialità: la correlazione tra i webtrend e gli arrivi turistici riscontrati nei tre mesi successivi è maggiore del 70%».
Ma l’analisi dei webtrend è utile anche per prevedere il tasso di disoccupazione: un’analisi svolta da ricercatori del Servizio Studi della Banca d’Italia, dimostra che i modelli che utilizzano questi dati come variabile esplicativa sono addirittura più performanti di quelli basati sulle richieste dei sussidi di disoccupazione sul mercato Usa. Ora TrendSight sta lavorando per realizzare un osservatorio per la previsione a breve termine della disoccupazione in Europa.
Ci sono ovviamente dei limiti. I modelli non sono applicabili in qualsiasi ambito: solo in determinati contesti, infatti, la ricerca di contenuti web è in grado di approssimare, anticipando, il comportamento di tutta la popolazione. Ma è anche vero che le potenzialità informative dei web trend non si fermano al solo studio dei fenomeni economici, ma possono fornire utili informazioni anche su fenomeni sociali e culturali. ”
Capire i trend “leggendo” i dati Google
da La Repubblica, Affari & Finanza, di Valerio Maccari
lunedì 22 febbraio 2010
“ Finora erano pane da marketing, adesso sono materiale da economisti. Parliamo dei web trend, i dati provenienti dai motori di ricerca che spiegano a chi è in grado di interpretarli, le parole più cercate dagli utenti. Il marketing li usa come supporto alle campagne e alle strategie per aumentare il traffico che un sito riceve dai motori di ricerca.
Adesso TrendSight, società di ricerca italiana fondata da giovani economisti specializzata nell’analisi dei fenomeni web, ha trovato il modo di elaborare i web trend per misurare fenomeni macroeconomici e sociali e per predire la loro ricaduta economica nel mondo reale.
«Il web – dice Corrado Pollastri, responsabile analisi di TrendSight – non è solo realtà virtuale, ma è un mezzo per soddisfare bisogni materiali o immateriali». Oggi si cerca sul web qualsiasi cosa: dal tormentone musicale ad un impiego. Una mole di ricerche impressionante per vastità ed eterogeneità (negli Usa nel solo gennaio sono stati cercati 7 miliardi di termini), e in cui ora è possibile trovare il bandolo della matassa.
Google permette di conoscere quali contenuti gli utenti richiedono e con quale intensità, ma i dati dei web trend da soli vogliono dire poco. Qui entrano in campo le tecniche statistiche elaborate da TrendSight, grazie alle quali i dati possono essere letti, interpretati e utilizzati per predire la ricaduta delle ricerche nel mondo reale.
La società di ricerca, in collaborazione con l’università di Tor Vergata, sviluppa modelli d’analisi applicati a fenomeni economici. «Possiamo applicare i nostri metodi di analisi economica alla previsione dei flussi turistici. Le analisi mostrano che la capacità di anticipazione degli indicatori basati sui webtrend è impressionante. Le stime sul turismo in Liguria, che abbiamo elaborato in collaborazione con il centro studi Liguria Ricerche, confermano la potenzialità: la correlazione tra i webtrend e gli arrivi turistici riscontrati nei tre mesi successivi è maggiore del 70%».
Ma l’analisi dei webtrend è utile anche per prevedere il tasso di disoccupazione: un’analisi svolta da ricercatori del Servizio Studi della Banca d’Italia, dimostra che i modelli che utilizzano questi dati come variabile esplicativa sono addirittura più performanti di quelli basati sulle richieste dei sussidi di disoccupazione sul mercato Usa. Ora TrendSight sta lavorando per realizzare un osservatorio per la previsione a breve termine della disoccupazione in Europa.
Ci sono ovviamente dei limiti. I modelli non sono applicabili in qualsiasi ambito: solo in determinati contesti, infatti, la ricerca di contenuti web è in grado di approssimare, anticipando, il comportamento di tutta la popolazione. Ma è anche vero che le potenzialità informative dei web trend non si fermano al solo studio dei fenomeni economici, ma possono fornire utili informazioni anche su fenomeni sociali e culturali. ”